
HVALDIMIR

La storia vera del beluga conosciuto in tutto il mondo: Hvaldimir.
IL CORTOMETRAGGIO
IL TESTO
Io sono nato dove il mare è bianco
e il cielo dorme nel ghiaccio.
Lì l’acqua canta piano,
e tutto brilla come neve.
Ma io non ero libero.
Sulla mia schiena c’era una cinghia,
una scritta che non capivo:
St. Petersburg.
Poi un giorno mi sono perso tra le onde alte
e l’oceano scuro.
Ho nuotato, ho cercato,
ma la mia casa non la trovavo.
Il mare era grande,
e io ero solo.
Il mio stomaco brontolava,
nessuno mi dava da mangiare.
E nel silenzio ho sentito qualcosa…
rumori, voci, risate.
L’uomo.
Mi sono avvicinato.
Non avevo paura.
Volevo capire chi erano quei suoni caldi.
Poi ho sentito un clic.
La mia imbracatura è caduta nell’acqua.
L’acqua era leggera, io ero leggero.
Mi sono tuffato, ho cantato.
Da allora ho imparato che il mare vicino agli uomini
è pieno di sorprese.
Una corda, un guanto, un pezzo di legno…
Ogni cosa può diventare un amico.
Quando scende la notte e le barche dormono,
resto solo.
Guardo le luci del cielo sull’acqua
e mi chiedo dove siano finiti i sorrisi del giorno.
Mi cercavano tutti.
Mi guardavano da lontano,
parlavano di me come di un mistero.
Dicevano che venivo dalla Russia.
Che ero una spia.
Che ero un segreto scappato via.
Alcuni volevano aiutarmi.
Altri dicevano che ero un pericolo.
C’erano discussioni, notizie,
barche che mi seguivano troppo da vicino.
Un mattino tutto è fermo.
Il mare tace.
Io chiudo gli occhi.
Mi lascio cullare.
L’acqua è la mia unica certezza.
Dicono che, quando il vento soffia sul mare del Nord,
a volte si senta un canto bianco,
leggero come il vento in cerca di una casa.
















